Pascal D'Angelo, il “poeta del piccone e della pala”: un Quaderno di Italia Nostra lo ricorda a Pescara
La Fondazione di Introdacqua custodisce la sua memoria; la casa natale attende restauro
Edizione 2547 · Maggio 2026 · Pescara · Introdacqua (AQ)
Pascal D'Angelo. Poesie Radici Edizioni, 2024 A cura di Massimo Tardio
Il 23 aprile 2026, a Pescara, Italia Nostra ha presentato il Quaderno n.14 dedicato a "Un figlio d'Italia — la vicenda di Pascal D'Angelo": un omaggio al poeta italoamericano di Introdacqua che lentamente, faticosamente, sta riemergendo dalla dimenticanza.
Il volume raccoglie contributi di vario carattere, tra cui un saggio sull'emigrazione abruzzese con spunti sulla figura di Edward Corsi, quasi coetaneo di D'Angelo. Il Quaderno mette in luce anche la preziosa esperienza avviata dalla Fondazione Pascal D'Angelo nel suo paese natale di Introdacqua, vicino Sulmona — emblematica, nel bene e nel male, di come si gestisce (e di come non si gestisce) il patrimonio culturale in Abruzzo.
Chi era Pascal D'Angelo
Pascal D'Angelo — al secolo Pasquale, nato il 19 gennaio 1894 nella frazione di Cauze, comune di Introdacqua (L'Aquila) — è stato uno dei più straordinari casi letterari dell'emigrazione italiana in America. Figlio di contadini poveri che non sapevano leggere né scrivere, emigrò con il padre nel 1910, a sedici anni, attraverso Ellis Island. Mentre il padre, deluso, tornò in Italia nel 1915, Pasquale rimase, ostinato: "da qualche parte in questo paese avrei trovato la luce."
Lavorò come manovale nei cantieri degli stati del nord-est americano — scavando trincee, posando rotaie, sbancando colline per strade asfaltate — per due dollari al giorno. Nel tempo libero, dopo giornate di fatica brutale, studiava su un vecchio dizionario Webster nelle biblioteche pubbliche. Imparò l'inglese da autodidatta. Poi imparò il francese, il tedesco, quattro lingue in tutto. E scrisse poesie.
"Stavo scrivendo poesie in una lingua che non conoscevo affatto, usando parole che avevo trovato sui giornali, sui libri, sulle insegne per strada."
— Pascal D'Angelo, Son of Italy (1924)
Nel 1922 scrisse una lettera al critico letterario Carl Van Doren, che ne rimase folgorato e pubblicò le sue poesie sulle più prestigiose riviste americane. Nel 1924 la Macmillan di New York pubblicò la sua autobiografia Son of Italy — considerata il libro dell'anno. I giornali americani ed europei parlarono di lui come di the pick and shovel poet, il poeta del piccone e della pala.
Poi il silenzio. Il mondo si stancò di lui; lui continuò a lavorare, a leggere, a giocare a scacchi, a rifiutare ogni compromesso. Morì il 13 marzo 1932 al Kings County Hospital di Brooklyn, per una diagnosi sbagliata. Aveva 38 anni. Amici ed estimatori pagarono il suo funerale.
La Fondazione e il libro di poesie
Dal 2017 è attiva a Introdacqua la Fondazione Pascal D'Angelo, nata per iniziativa di Massimo Tardio — psichiatra in pensione — e sua moglie Panfilia Colangelo, insegnante in pensione. Da trent'anni Tardio insegue le tracce del pick and shovel poet: ha recuperato e acquistato documentazione originale dagli Stati Uniti, ha costruito una biblioteca e un archivio di oltre duecento volumi di e su D'Angelo, e ha allestito una mostra permanente.
Due anni fa Tardio ha curato la pubblicazione in Italia di una raccolta di 34 poesie di Pascal, in gran parte mai pubblicate in Italia, uscita per i tipi di Radici Edizioni nella traduzione di Mariagiorgia Ulbar. Il volume è la più completa raccolta poetica di D'Angelo disponibile in italiano.
Il museo chiuso e la casa natale
La vicenda del Museo Regionale dell'Emigrante Pascal D'Angelo di Introdacqua è emblematica. Anni fa il comune ottenne un finanziamento regionale per riqualificare un palazzo storico da adibire a museo. Il museo rimase aperto dalla primavera 2016 all'estate 2017 — poco più di un anno — e da allora è chiuso. Il costo dell'intera operazione non è noto. La Fondazione privata dei coniugi Tardio, nel frattempo, ha continuato a lavorare senza finanziamenti pubblici.
La piccola casa natale di Pascal, che gli eredi avevano donato al Comune, è in stato di abbandono: il tetto rischia di crollare. Italia Nostra di Pescara aveva già sollevato proposte per la sua protezione. In occasione della presentazione del Quaderno, Massimo Tardio ha annunciato che il Comune di Introdacqua ha ricevuto notizia di un contributo per i lavori di ristrutturazione — anche grazie all'azione di sensibilizzazione portata avanti da Italia Nostra Pescara.
Risorse
Quaderno n.14 — Italia Nostra Pescara "Un figlio d'Italia — la vicenda di Pascal D'Angelo"
Presentato a Pescara il 23 aprile 2026
Pascal D'Angelo. Poesie — a cura di Massimo Tardio
Traduzione di Mariagiorgia Ulbar · Radici Edizioni, 2024 · 112 pagine · € 16,00 www.radiciedizioni.it
Fondazione Pascal D'Angelo · Introdacqua (AQ)
Pascal D'Angelo sta lentamente riemergendo. Qualcosa si muove in Abruzzo, sempre con grande difficoltà. La sua storia — di un ragazzo analfabeta che diventa poeta in una lingua straniera, a forza di volontà e di fame di bellezza — merita di non essere dimenticata.
On 23 April 2026, in Pescara, Italia Nostra presented Quaderno n.14 dedicated to "A Son of Italy — the story of Pascal D'Angelo": a tribute to the Italian-American poet from Introdacqua who is slowly, painfully, emerging from obscurity.
The volume brings together contributions of various kinds, including an essay on Abruzzese emigration with reflections on the figure of Edward Corsi, roughly a contemporary of D'Angelo. The Quaderno also illuminates the remarkable work carried out by the Fondazione Pascal D'Angelo in his birthplace of Introdacqua, near Sulmona — emblematic, for better and worse, of how cultural heritage is managed (and mismanaged) in Abruzzo.
Who Was Pascal D'Angelo
Pascal D'Angelo — born Pasquale on 19 January 1894 in the hamlet of Cauze, in the municipality of Introdacqua (L'Aquila) — was one of the most extraordinary literary cases in the history of Italian emigration to America. The son of illiterate peasants, he emigrated with his father in 1910, aged sixteen, through Ellis Island. While his father, disillusioned, returned to Italy in 1915, Pasquale remained, stubborn: "Somewhere in this country I would find the light."
He worked as a labourer on construction sites across the northeastern United States — digging trenches, laying rails, blasting hillsides for new roads — for two dollars a day. In his free time, after days of brutal labour, he studied from an old Webster's dictionary in public libraries. He taught himself English. Then French. Then German. He learned four languages in all. And he wrote poetry.
"I was writing poems in a language I did not know at all, using words I had found in newspapers, books, and signs in the street."
— Pascal D'Angelo, Son of Italy (1924)
In 1922 he wrote a letter to literary critic Carl Van Doren, who was struck by his talent and published his poems in America's most prestigious journals. In 1924, Macmillan of New York published his autobiography Son of Italy — considered the book of the year. American and European newspapers wrote about him as the pick and shovel poet.
Then came silence. The world tired of him; he continued to work, read, play chess, and refuse all compromise. He died on 13 March 1932 at Kings County Hospital in Brooklyn, of a misdiagnosis. He was 38. Friends and admirers paid for his funeral.
The Foundation and the Book of Poems
Since 2017 the Fondazione Pascal D'Angelo has been active in Introdacqua, founded by retired psychiatrist Massimo Tardio and his wife Panfilia Colangelo, a retired teacher. For thirty years Tardio has followed the traces of the pick and shovel poet: he has recovered and purchased original documents from the United States, built a library and archive of over two hundred volumes by and about D'Angelo, and established a permanent exhibition.
Two years ago Tardio edited the Italian publication of a collection of 34 of Pascal's poems — many never previously published in Italy — by Radici Edizioni, in a translation by Mariagiorgia Ulbar. It is the most complete collection of D'Angelo's poetry available in Italian.
The Closed Museum and the Birthplace
The story of the Museo Regionale dell'Emigrante Pascal D'Angelo in Introdacqua is emblematic. Years ago the municipality received regional funding to convert a historic palazzo into a museum. It opened in the spring of 2016 and closed in the summer of 2017 — barely a year — and has stood empty since. The total cost of the operation is unknown. The private foundation run by the Tardio family, meanwhile, has continued working without public funding.
Pascal's small birthplace, donated to the municipality by his heirs, is in a state of abandonment — the roof is at risk of collapse. Italia Nostra Pescara had already raised calls for its protection. At the Quaderno presentation, Massimo Tardio announced that the Comune di Introdacqua has received word of a contribution for restoration works — in part thanks to Italia Nostra's advocacy.
Resources
Quaderno n.14 — Italia Nostra Pescara "A Son of Italy — the story of Pascal D'Angelo"
Presented in Pescara, 23 April 2026
Pascal D'Angelo is slowly re-emerging. Something is stirring in Abruzzo — always with great difficulty. His story — of an illiterate boy who became a poet in a foreign language through sheer will and hunger for beauty — deserves not to be forgotten.