La nostalgia del proprio paese è un sentimento complesso che deriva dal desiderio di tornare a luoghi, persone e abitudini del passato, spesso provato da chi è emigrato.
Questo sentimento può manifestarsi come malinconia, tristezza, o anche insoddisfazione per il presente, a causa di fattori come la lontananza dalla famiglia, gli amici dell'infanzia, le difficoltà linguistiche e culturali, il cambiamento del clima o un senso di adattamento difficile. È un viaggio attraverso la memoria che, se da un lato è legato alla perdita del passato, dall'altro può aiutare a comprendere il presente e il futuro.
Dopo tanti anni sono tornata in Calabria, nel paesello di 1.259 abitanti dove sono nata: Cleto. Osservando le case arrampicate sulle rocce, come se si proteggessero l'una con l'altra. Questo piccolo borgo dalla provincia di Cosenza a me tanto caro, abbandonato da tutti noi che siamo andati via per necessità, in cerca di una vita migliore.
Annamaria con un'amica tra i melograni del territorio di Cleto.
La mia casa, dove abitavo con la mia famiglia, i nonni e gli amici — è rimasta uguale, come se il tempo si sia fermato, come se sentisse un eco nell'aria dicendomi: siamo ancora qua. Ho sentito un colpo nel cuore vedendo tante case abbandonate.
Alcuni di loro sono rimasti; non sono mai partiti. La vita è lenta, senza stress. Hanno tutto quello che gli serve. La piazza «Stradanova», dove si uniscono tra amici a discutere della vita quotidiana. Il panorama che ti toglie il fiato: un mare di uliveti, arance, mandarini e limoni.
Il portale in pietra di un'antica casa nel centro storico di Cleto.
D'estate Cleto si popola di turisti e di gente venuta per esplorare la bellezza del nostro borgo, le fiere, le sagre della gastronomia e molto di più.
Sinistra: il cartello del Comune di Cleto — L'Antica Petramala. Destra: il Mar Tirreno cristallino nei pressi di Cleto.
Vi saluto con un Arrivederci alla prossima avventura. — Annamaria
Cleto e i Suoi Castelli: Una Storia Millenaria
Il Castello di Cleto, precedentemente chiamato Petramala, ha origini che risalgono all'epoca normanna, ma fu costruito su un preesistente insediamento bizantino. La sua funzione era principalmente difensiva e, nel corso dei secoli, è stato al centro di conflitti e dominazioni feudali. Oggi è noto per la sua imponente struttura, le due torri cilindriche e le cavità sotterranee che fungevano da silos e cisterne.
È chiamato il borgo dei due castelli. Ma questo piccolo paese arroccato sulla roccia e affacciato sul Mar Tirreno ha più di una particolarità. A cominciare dalla sua storia che affonda le radici nella leggenda: pietra dopo pietra, sorprende con un centro storico ricco di preziose tracce del passato e scorci panoramici mozzafiato.
Adagiato sulle pendici del Monte Sant'Angelo e arroccato su uno sperone roccioso, Cleto domina la Valle del Savuto fino al mare. È un borgo tranquillo, in cui vivere una vacanza seguendo i ritmi lenti di questa piccola comunità che d'estate accoglie turisti ed emigrati.
La leggenda narra che Cleto debba il suo nome a Cleta, nutrice della regina amazzone Pentasilea, morta negli scontri durante la guerra di Troia. Cleta si sarebbe fermata qui mentre viaggiava per mare per assicurare una degna sepoltura a Pentasilea. Colpita dalla bellezza del territorio, fondò una città che da lei prese il nome. Secondo le fonti storiche, il borgo sarebbe nato in epoca magnogreca come colonia della polis di Crotone e sarebbe poi stato distrutto nel 16 a.C. dall'esercito crotonese, dopo una richiesta d'indipendenza.
Le impronte del passato riprendono con l'arrivo dei Normanni, che rinominarono il luogo Pietramala — "pietra inaccessibile" — per via della posizione impervia e strategica del borgo, che nel tempo divenne un importante feudo legato alla potente Abbazia Florense di Fontelaurato. Dal XIII secolo Cleto subì dominazioni di angioini e aragonesi, diverse sottomissioni feudali, saccheggi turchi, terremoti, peste e rivolte risorgimentali. Riprese infine il nome di Cleto nel 1861.
I castelli di Cleto e Savuto sono due fortificazioni storiche, uniche per la presenza di due castelli nello stesso territorio. Il Castello di Cleto (Petramala) si trova sulla cima del Monte Sant'Angelo; il Castello di Savuto, anch'esso a scopo difensivo, si trova nella frazione omonima e domina la valle del fiume.